indietro

                                                            opere   

 

 

(cliccare per ingrandire)

 

                                          

 

                                   

 

                    

 

                                               

 

 

 

 

 

Francesco Correggia e l'installazione della pittura

di Andrea B. Del Guercio
 

(Estratto dalla presentazione in catalogo: "Filo-sophie  1992/2004")

".................................................................
All'interno di un appartamento e lungo lo sviluppo perimetrale di
una collezione di opere determinata da una unità di sistema tematico
orientato sul rapporto 'antropologia del sacro' e nell'articolazione delle valenze storico-iconografiche, quindi all'interno di un processo determinato dalla volontà di confronto, ha trovato significativa collocazione una grande tela di Francesco Correggia; l'ampia distesa degli azzurri e la dilatazione cromatico-spaziale, la vitalità trattenuta per via di sensibilità del colore, appaiono fattori espressivi la cui qualità si è configurata nel territorio esperenziale complesso della "Parusia".

La pittura, mossa da un'energia dilatatoria, acquisisce i confini ampi
ed intensi di valenze teologiche neotestamentarie e specifiche delle prime comunità cristiane, acquisisce dall'aspirazione spirituale all'imminente ritorno di Cristo, dall'evento metatemporale coincidente con il giudizio universale, la proiezione verso 'nuovi cieli' ed una 'nuova terra'; la grande tela di Correggia, contestualizzata all'interno di una collezione iconografico-antropologica "d'arte sacra", e la sua pittura, nelle fluide valenze cromatiche, si predispone ad interagire con lo spazio dilatato dell'esperienza spirituale, del rituale verso l'interiorità della fede.
Il tema dello spazio e l'esperienza della collocazione
Le questioni relative ai rapporti con lo spazio appaiono significative
già nella prima stagione espressiva, 'progettuale e performativa' di Francesco Correggia e sono attentamente documentate 'archivisticamente' in questo volume; lo spazio e l'habitat risultano infatti componenti non occasionali e casuali, ma assurgono a ruolo di necessità metodologica della comunicazione, si relazionano direttamente ed agiscono qualitativamente con le forme espressive ed i manufatti concettuali.
Anche in più recenti occasioni e con soluzioni espositive di rilettura
e riosservazione monografica, per la Galleria d'Arte Contemporanea
dell'Università di Pavia, e quindi di rinnovata invenzione di un ampio materiale frammentario, ho avuto modo di osservare in Correggia la ricerca filologica esigente di spazi di raccolta, di bacheche e di ambienti riservati, per una lettura ed osservazione intima e più profonda; ogni evento o sistema iconografico non sembra orientato a vivere una condizione isolata e separata, frequente frutto di processi autoreferenziali, ma sembra sempre richiedere una collocazione ragionata, una posizione conforme a un tessuto di rapporti.
La centralità metodologica dello spazio appare strutturale, qualificante anche per la vita dei cicli pittorici condotti nell'arco di quest'ultimo decennio, ed ogni nuovo quadro, inseguito da Correggia con estrema attenzione, appare caratterizzarsi attraverso i valori preziosi del 'frammento'emblematico di una nuova concezione dello spazio-realtà, e quindi nella configurazione di esistenza e passione, lettura e studio, luce e colore, natura e paesaggio, per rientrare nella silenziosa ricerca di una filosofìa dell'essere.
Ogni opera sembra non poter fare a meno dello spazio e di esso ne
configura un'intima interpretazione concettuale per collocarla al centro di
una materia cromatica vivace e vitale, per plasmarla all'interno di uno stato di energia tangibile; ogni tela di questa produzione ha il peso cromatico della materia ed appare l'esaltazione plasmata di un territorio attraversato dal pensiero e dal giudizio.



La scrittura ed il valore dell'esperienza filosofica


II valore della scrittura, la sua attiva presenza all'intema del sistema
aformale della pittura deve essere colto ancora come dato che giunge dalla
storia culturale di Correggia, ed al cui intemo il fattore di attenzione al linguaggio risponde alla volontà di affrontare la complessità dei valori, di attraversare l'ampiezza dei confini problematici dell'attività intellettuale e rapportarsi all'essenza stessa della comunicazione artistica.
La scrittura interviene direttamente sulla pittura, segue ed interagisce
con la materia per affioramento e sovrapposizione, per scavo e per riporto,
per stampigliatura ma sempre con la chiara esigenza di non confondersi ne
immergersi, di tenersi lucidamente in posizione di autonomia espressiva; la
sua natura separata appare quindi intesa a rinforzare i valori e le problematiche emozionali, dettare le linee divaricate del viaggio intellettuale, orientare i grandi spazi e gli obbiettivi della ricerca pittorica.
Ogni parola agisce sull'opera con valore di didascalia e di sottolineatura ed appaiono tutte possibili frazioni di una volontà espressiva proiettata sull'orientamento per arricchimento della lettura e della percezione, ma si configura anche con valore di nota e di bibliografia per allargamento e sviluppo di un'area tematica comunque specifica; l'attività espressiva condotta attraverso il ciclo della pittura da Francesco Correggia risulta così dettata dalla volontà intellettuale di precisazione ed
allargamento, di sintonia con la natura 'land' dell'esperienza dell'arte."

Andrea B.Del Guercio
 

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

                                                      indietro