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                                                    album   

 

(foto estratte dal catalogo - "francesco correggia filo-sophie")

 

Segno Territorio Avanguardia - performance  1976

Napoli, Università Popolare

 

 "Più direttamente legato all'attuale temperie espressiva e narrativa della pittura internazionale appare l'opera di Francesco Correggia con una declinazione propria e risultati di notevole originalità che partendo dai rituali magici della Body-Art arrivano fino alla rivisitazione delle radici
espressioniste dell'arte moderna."


Filiberto Menna
da: Paese Sera, Roma 1984

 

 

La valigia dell'alchimista - 1983

(partic. installazione)- Studio Garage - Catanzaro

 

  Catanzaro - Napoli 1980

 

"Franco Correggia pone l'accento sul rapporto diretto tra "mito" ed "esistenza".
La sua pittura densamente espressiva, si pone come parafrasi dell'esistenza, movendo su quella linea di confine tra la vita e la morte,tra l'immagine e il suo negarsi."

 

Massimo Bignardi
da: "La tradizione in rivolta"
edizioni Cuzzola, Salerno 1985

 

  San Lucido -cosenza

 

Il mistero è nel corpo. Il corpo, infatti, è dell'ordine del "privato" cioè dell'assenza e della mancanza.

Privato dal suo rapporto cosmico con l'unità originaria degli
elementi archetipi (l'acqua, la terra, il fuoco, l'aria degli antichi alchimisti,il corpo si pone nella natura con il suo "esserci", hic et nunc.

Francesco Correggia questa "sofferenza" del corpo l'affronta attraverso la pittura, assumendo il proprio corpo, reale o in effige, quale "luogo" di un rituale magico/religioso.

E' la magia dell'immaginazione, quella stessa magia che è stata manifestazione originaria dell'intellettualità dell'uomo primitivo , ad evocare i fantasmi della "verità"
che per essere liberati chiedono uno scambio simbolico con la morte.

La corda utilizzata in molte delle sue installazioni diventa simbolo di questo patto religioso (dal latino re-ligare=legare più forte) fra la vita e la morte:
la matassa aggrovigliata è l'enigma dell'esistenza, il filo della vita che rimanda anche al filo del "discorso", del logos, ovvero all'accesso nella verità primordiale
e assoluta.

L'artista qui parla il linguaggio del corpo e tramite il corpo produce segni.

 
Il logos si fa parola (seppure greca antica), segno grafico
ideogrammatico: la scrittura riconduce ancora una volta al filo, alla corda che lega la rappresentazione al concetto.

Andare in fondo è attraversare l'incastro, dipanarlo, riportare alla essenza delle cose, è segnare luoghi privilegiati di memorie, attraverso parole evocate,
scritte, fra tortuose e temerarie simbologie.


Tonino Sicoli
da: "Marginalia" San Lucido (cs) 1980

 

Il cordone ombelicale -performance-Studio Garage-(Cz)1983

 

installazione/performance - Cervicati (Cs)- 1984


(dall'archivio francomà)                         

In una performance tenuta agli inizi degli anni '80

     

            (cliccare per ingrandire)


da studente - 1973 - col Maestro Carmine Di Ruggiero


   (durante una pausa)- installazione - Cosenza 1984


 

 

 


Francesco Correggia, vive ed opera a Milano.

Abitazione e Studio : Via Rubens, 10 - 20148 - Milano

Per contatti :         francescocorreggia@aliceposta.it

cell.  338 2739110


 

Le pagine , immagini e testi, presentate sono state liberamente tratte dal catalogo : "francesco correggia -filo-sophie"

Scheda Catalogo:

Edito in occasione della mostra personale

2004 - Studio Legale GRIMALDI e Associati

a cura e testi di: Andrea B. Del Guercio

                   e Cristina Muccioli.

Grafica : Francesco Oppi

Editing : Franca Stangherlin

Fotografie :Mario Tedeschi-Carlo Zanni-Cristina Muccioli

Ed. RACCOLTOedizioni-Coop.Raccolto arl

Cascina del Guado-Robbecchetto con Induno

Milano - www.raccolto.org

 

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